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Cos’è Indovina chi viene a cena?

È un dispositivo di welfare culturale che fa parte  del lavoro che la rete sviluppa da qualche anno nelle comunità locali attraverso una narrazione, che comprende vari progetti e prende il nome di Colibrì da una favola africana il cui insegnamento è: se un grande incendio divampa, nessuno di noi può spegnerlo da solo, ma ognuno può e deve fare la sua parte con i mezzi di cui dipone.

“Indovina chi viene a cena…?” nasce dall’idea che l’incontro e la socializzazione siano declinabili in differenti modalità,e dal lungo percorso intrapreso dalla Rete in questi anni, di cui la riflessione sull’ “altro” e la relazione con esso sono parte fondamentale.

Si tratta di un'iniziativa che sovverte l’idea di ospitalità aprendo le “case degli altri", per costruire insieme uno spazio di comunanza. Non si tratta di un progetto gastronomico, ma di relazione, in cui il cibo è il mezzo che permette ti abbattere barriere culturali e creare convivialità.

Il progetto, ideato e realizzato con Fondazione CRT, è nato dal basso grazie all'incontro fra la Rete Italiana di Cultura Popolare e alcune famiglie di nuovi cittadini che hanno sentito la voglia di aprirsi alla condivisione, senza altro stimolo che la propria volontà e il desiderio di “lavorare in rete”. Ciò che offrono è una cena speciale, familiare, pensata per chi mantiene viva in sé la curiosità dell’incontro.

Questa semplice esperienza di prossimità abbatte quel muro di diffidenza creato dalla non conoscenza, dalla paura di una cultura diversa.

A tavola accade qualcosa di magicamente normale: si parla di figli, di scuola, lavoro, di cinema e musica, scoprendosi talmente simili che, alla fine, si diventa amici e si continua a frequentarsi anche dopo.

Semplicemente condividendo un pasto, si può partire per un viaggio meraviglioso.

Dal Marocco alla Cina, dalla Romania e dall’Argentina, dall’Afganistan all’Etiopia, storie di vita, di terre e di persone da raccontare e condividere: questa è l’idea che sta alla base.

“Indovina chi viene a cena?” è un progetto di relazione.

La storia del progetto

Il progetto “Indovina chi viene a cena?” venne lanciato in occasione degli Stati Generali della Cultura Popolare tenutisi a Torino nel 2011 durante il Festival Internazionale dell’Oralità Popolare, con una cena condivisa, a Torino in Piazza Carlo Alberto, in cui insieme, attorno ad un unico tavolo, abbiamo mangiato i piatti preparati dalle famiglie appartenenti alle comunità straniere residenti sul territorio che hanno aderito al progetto.

Dal 2012 è diventato permanente, prevedendo una programmazione annuale e sviluppandosi in maniera diffusa in tutti quei territori aderenti alla Rete che scelgono di progettarlo. L’attività si concretizza in un percorso di cene all'interno delle case private dei nuovi cittadini e, da qualche anno, anche dei richiedenti asilo.

Dal 2015, in particolare a Torino, l’iniziativa ha vissuto una nuova fase di promozione e coinvolgimento di tutte quelle realtà della Città che attuano esperienze di innovazione sociale e che sono punto di incontro e riferimento per i quartieri, coinvolgendo a loro volta associazioni, gruppi informali, singoli cittadini. In questo modo sono stati organizzati tavoli di lavoro che hanno rilanciato le cene nelle case private, grazie al confronto e all’organizzazione di appuntamenti speciali di incontro con le famiglie, sempre utilizzando il cibo come pretesto relazionale.

Oggi “Indovina chi viene a cena…?” è una realtà che coinvolge circa 90 comuni italiani e oltre 150 case, anche grazie a diverse organizzazioni locali hanno aderito alla rete prendendo il nome di “Antenne” e si sono attivate per sviluppare processi culturali sui loro territori.

A breve, grazie al contributo di Fondazione per il Sud, verrà avviato anche in diverse regioni del sud Italia.

Il nostro obbiettivo è quello di costruire una fitta rete nazionale, nella speranza che le porte aperte si moltiplichino, abbattendo pregiudizi e paure, per lasciare spazio alla convivialità.

 

Dicono di noi – la voce di chi ha partecipato

Per prenotare, contatta il numero 388 3275068 – 3935766183 
o invia una mail a info@reteitalianaculturapopolare.org