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Diario intimo di un territorio

Chiudete gli occhi.

Ora pensate a una città, una strada, quella panchina...magari la vostra.

Quali volti, quali momenti avete vissuto

Non perdetevi la possibilità che questa possa essere la città immaginata, anche se non è la vostra.

Vivrete in prima persona le storie che si sono appiccicate sui muri, fra le case sulla carne di quei luoghi, storie non vostre ma così simili alle vostre: il primo bacio dato a Maria, le corse di Antonio, la decisione di quel'8 settembre.

Lo vedete quel muro sulla sinistra? lì si scrivevano i messaggi prima di WhatsApp, e si viveva l'attesa dell'altro, con la speranza che avrebbe letto, compreso e forse risposto.

Ora aprite gli occhi, sfogliate il diario che avete in mano, e con lo stesso stupore maturo e ingenuo di Marcovaldo andate a incontrare le persone reali, non vi stupite se vi sembrerà di averle già conosciute.

Siete stanchi? Fermiamoci un’istante in quel caffè, il secondo tavolino verso la finestra è prenotato a tuo nome, chiedi di Gianni, se non c’è ti conviene passare oltre e tornarci in un secondo momento.

Quando avrete finito e salutato potrete riprendere il cammino, e con un sorriso scoprire che avete anche trovato gli attori di questo pezzo di vita, fra cui da adesso ci siete anche voi.